2017

Tempo '17: le mostre temporanee al MACI

A partire da sabato 25 marzo 2017 fino al termine dell’estate, il M.A.C.I. - Museo di Arte Contemporanea di Imperia ha visto alternarsi una programmazione di mostre temporanee, animate da performance  live ed eventi collaterali, sotto la rinnovata gestione della Società Cooperativa C.M.C.

Il percorso, sviluppato con il marchio di “Progetto Tempo ’17”, ha affiancato l’esposizione permanente della Collezione “Lino Invernizzi” ospitando in successione, presso la sede di Villa Faravelli, tre proposte artistiche caratterizzate dall’eterogeneità, dall'incontro con nuovi linguaggi e da una ricerca particolarmente qualitativa.

Ogni esposizione ha promosso veri e propri happening, arricchiti da dj set, live musicali, incontri, per coinvolgere il pubblico verso un concetto di partecipazione ed attraversamento in parallelo alla possibilità di visite guidate e alla proposta di laboratori didattici tematici e interattivi. Un nuovo concept di museo, rivolto alle persone, ricco di proposte, novità e mai statico.

L’ intento di arricchire Imperia con una offerta attrattiva di grande significato per un target di ospiti italiani e stranieri ha trovato conferma nei numeri: Villa Faravelli è stata visitata da tantissimi turisti che hanno colto la vivida occasione di una nuova stimolante opportunità culturale.

La Cooperativa C.M.C., dal 2001 attiva nel settore dell'organizzazione artistica e culturale, sul territorio e a livello nazionale, con questa iniziativa ha proseguito nel suo impegno per la valorizzazione del M.A.C.I., con uno sguardo sempre attento e rivolto a nuovi incontri con recenti frontiere dell'arte contamporaea, quasi completamente assenti dal territorio del ponente ligure.

Una progettazione trasversale, in grado di conquistare i giovani ma senza escludere le famiglie, gli appassionati e tutti coloro vogliano semplicemente avvicinarsi a questi percorsi con curiosità e interesse.

 

 

DAVID BOWIE - THE REAL FACE

DAVID BOWIE - THE REAL FACE

A un anno dalla scomparsa del Duca bianco, la mostra “David Bowie - The Real Face” tributo all’ icona musicale più influente degli ultimi 50 anni, ha proposto le opere dei maggiori esponenti della pop art italiana.

Grandi i nomi che sono stati presenti in mostra, ognuno impegnato nel suo personale omaggio al cantante inglese. 

Marco Lodola, artista di fama internazionale e grande appassionato di musica, ha portato al M.A.C.I. le sue stupefacenti e ormai celebri scatole luminose, in un gioco di forme e luci negli spazi interni di Villa Faravelli e non solo.

Accanto alle opere dell’ artista lombardo, Giovanna Fra e le sue Metamorfosi del segno, testimonianza di uno studio sulla dinamicità del colore, tema centrale nella sua arte come nell’ estetica di Bowie; Andy Fluon, artista e membro storico della band Bluvertigo, ha presentato dipinti e sculture di ispirazione fortemente pop e underground; Sergio Pappalettera è  poliedrico  artista specializzato in spettacolari rielaborazioni grafiche, protagonista di direzioni artistiche per cantanti come Jovanotti  e di marchi come Miu Miu e Givenchy; Bianca Lodola, figlia d’ arte le cui opere sono connotate da un uso vivacissimo delle cromie e da uno stile molto riconoscibile; Settimio Benedusi, grande nome della fotografia italiano, originario della città di Imperia, è stato presente con un’ opera realizzata attraverso una tecnica di visione particolarissima che per l’ occasione verrà ricreata in una sala del museo, per un’ esperienza sensoriale unica del visitatore; Alfredo Rapetti, pittore e paroliere italiano, figlio del celebre Mogol, si è affermato  con lo pseudonimo di Cheope e a Villa Faravelli ha portato i suoi lavori che coniugano la pittura alla parola scritta, parola come segno e traccia della nostra memoria.

La mostra ha visto inoltre l’esposizione eccezionale al pubblico del calco originale del volto di Bowie, realizzato nel 1975, durante le riprese della pellicola cinematografica “The man who fell to earth” (“L’uomo che cadde sulla Terra” – 1976).

In quel film Bowie indossava varie maschere, volute dall’ artista stesso per avere un aspetto “alieno” che non tradisse le espressioni e le emozioni del viso umano: il calco era stato utilizzato dai costumisti per realizzarle della misura perfetta. L’ oggetto cult fu battuto all'asta da Sotheby's negli anni ‘90 e in seguito autografato dallo stesso Bowie nel corso di un’intervista condotta da Red Ronnie durante una puntata dello storico format Roxy Bar.

Lo stesso Red Ronnie ha presentato il vernissage della mostra imperiese con l'intervento di quasi tutti gli artisti coinvolti.

Il catalogo della mostra, realizzato con il progetto grafico dello Studio Prodesign di Sergio Pappalettera e pubblicato da Vanilla Edizioni, annovera un intervento introduttivo del discografico imperiese Stefano Senardi, profondo conoscitore ed estimatore dell’opera di Bowie e da sempre molto vicino alle istanze culturali della sua città.

Inaugurazione
Sabato 25 marzo
 
Durata
Da sabato 25 marzo a domenica 21 maggio
 

LUCA SAINI - VBR

LUCA SAINI - VBR

Per gli spazi del M.A.C.I. di Imperia, il visual artist Luca Saini ha ideato un progetto site-specific: un lavoro inedito appositamente concepito per valorizzare i multiformi ambienti di Villa Faravelli, in una scoperta rinnovata delle sale, attraverso le quali il pubblico è stato guidato in un’esperienza sensoriale ed interattiva.

Le installazioni multimediali ed i video di Saini si sono intrecciate per dare vita, corpo e suono ad un progetto d’ arte visiva sul tema della vibrazione sonora e dei fenomeni ondulatori.

E' così nata “VBR”, un’opera multidisciplinare tra arte, musica e scienza, che ha indagato il concetto di invisibilità del suono e la possibilità di creare una sua rappresentazione visibile, dando vita ad un’immagine in movimento.

“VBR” si è strutturato come progetto multimediale, coinvolgendo diverse discipline artistiche d’avanguardia per creare un’esperienza immersiva. Al centro dell’indagine di Saini una fascinazione ed un interesse per la Cimatica, una scienza che ci permette non solo di sentire, ma anche di “vedere” la musica. Questa affascinante materia ha le sue origini nei primi esperimenti compiuti nel XVIII secolo, che hanno permesso di dimostrare come le onde sonore prodotte da frequenze vibratorie o elettromagnetiche possano dare vita a delle forme. Il suono influisce quindi sulla materia fisica, creando vere e proprie immagini che lo rendono visibile.

Luca Saini ha creato inoltre un’installazione di quattro gong, da lui stesso progettati, che sono stati esposti in sospensione nell’atrio del museo, per accogliere il pubblico all’inizio del percorso di visita. Nelle sale del piano terra del M.A.C.I. sono state poi collocate due installazioni multimediali interattive di arte cimatica, realizzate attraverso l’utilizzo di voce, speaker, casse acustiche, polvere e acqua. Il percorso si è poi articolato con quattro video installazioni, concepite come clip di un trailer cinematografico, che hanno approfondito il rapporto ancestrale dell’uomo con il suono.

Nei primi due giorni dell’inaugurazione – giovedì 1 venerdì 2 giugno - il M.A.C.I. ha offerto al pubblico un’esperienza unica: è stata allestita negli spazi del museo una performance live di gong ed elettronica, con un trio ensemble, composto da Andrea Tosi, Stefano Dalan e Luca Saini, che ha permesso di fruire gli ambienti di Villa Faravelli con suggestioni sonore create appositamente per restituire una visita esperienziale, segnata dal suono e dallo sguardo. Nei mesi antecedenti la mostra, è stato poi creato dall’artista, un trailer video volto proprio a promuovere e presentare il progetto inaugurato al M.A.C.I. Nel percorso di questa esperienza così sfaccettata, c'è stato infine spazio anche per riprese cinematografiche volte a documentare ed integrare l’esperienza del pubblico in un documentario realizzato per il progetto. La seconda fase del progetto prevederà infine la realizzazione e produzione di un disco in formato LP e CD, colonna sonora del progetto “VBR”.

 

 

Luca Saini

Luca Saini è un fotografo e artista torinese. Nel corso degli anni ha partecipato a molte mostre collettive e personali in Italia ed Europa. Le sue opere sono state esposte dal Fotografia Festival Internazionale di Roma, Artissima, la Biennale dei Giovani Artisti d'Europa e del Mediterraneo, dal Conde Duque di Madrid e in molte altre manifestazioni artistiche.

Ha fotografato importanti musicisti italiani come i Subsonica, Linea 77, Disco Drive, Perturbazione, Motel Connection e realizzato artwork e video musicali per molti gruppi italiani. Le sue foto sono state scelte per realizzare libri firmati da Peter Greenaway, David Cronenberg e Atom Egoyan.

Negli ultimi anni ha sempre più indirizzato la sua ricerca verso il campo dell'arte “partecipativa” che prevede il contributo attivo e lo scambio continuo tra l'artista e le persone che partecipano al progetto. In questo quadro si inseriscono i work in progress My Beautiful Disco, Don't Stop the Dance scelto dai Subsonica per la realizzazione del video EDEN, The Screamo, POP (Prima O Poi) e Flags of Democracy.

Inaugurazione
Giovedì 1 giugno e venerdì 2 giugno - Ore 17:30
 
Durata
Dal 2 Giugno al 2 Luglio 2017
 

CARIN GRUDDA - IN BETWEEN

CARIN GRUDDA - IN BETWEEN

A partire dal 13 luglio, gli spazi di Villa Faravelli e del suo parco sono stati “invasi” dalle creature fantastiche dell’artista internazionale, ma fortemente radicata nel territorio ligure, Carin Grudda.

Il suo surreale e suggestivo bestiario ha animato nel parco del M.A.C.I. un percorso espositivo, che ha coinvolto il pubblico nella scoperta dei meravigliosi scorci verdi che circondano la villa, trasformati in un “giardino incantato”.

Le opere realizzate in bronzo a scala naturale dall’artista tedesca con base a Lingueglietta, hanno evocato infatti un’atmosfera sospesa e sognante, e hanno popolato una storia i cui protagonisti sono stati cani, uccelli, giullari, re e ballerine, caratterizzati da tratti essenziali e quasi infantili, con forme scomposte in un giocoso rimando al Dada. I colori brillanti e vivaci, dominati da un turchese intenso e “fiabesco”, decorato con dettagli dorati, e disseminati da misteriosi ed evocativi segni grafici.

Il percorso nell’immaginario artistico di Carin Grudda si è poi sviluppato negli ambienti interni del M.A.CI., al piano terra di Villa Faravelli, dove è stata allestita la produzione pittorica dell’artista.

Carin Grudda ha infatti affiancato ai suoi bronzi monumentali, superfici dipinte con le tecniche dell’acquaforte e della punta secca, sviluppate e declinate in maniera estremamente personale.

I soggetti sono stati ispirati dal suo spazio lavorativo, trasposizione della condizione e della percezione nello spazio e nel tempo quotidiani. Le più recenti sono state le esperienze di pittura su superfici in legno di oggetti trovati in precedenza, con una propria storia, evocata e riassemblata in un riuso artistico che ha restituito una seconda vita all’oggetto.

 

 

Carin Grudda

Artista di levatura internazionale, Carin Grudda nasce nel 1953 a Gudensberg vicino a Kassel (Germania ovest). Nel 1991 vince una borsa di studio per Miami presso lo South Florida Art Center: grazie a questa esperienza i suoi lavori si orientano verso grandi forme di “pittura a gruppo”, ossia di immagini che consistono in parti autonome di varie misure che si uniscono poi in un solo grande soggetto. Nel 1992, durante una borsa di studio in disegno artistico sponsorizzato da Saxony a Lipsia, Grudda apprende la tecnica dell’acquaforte e della punta secca, che adatta e continua a sviluppare ancora oggi in maniera personale. Nel 1993 Grudda si trasferisce a Ingelheim sul fiume Reno dove crea i Blaubilder, ossia cicli di grossi lavori che decide poi di modificare tagliandoli in pezzi di differente grandezza. Negli anni l’artista si dedica a realizzare i suoi quadri su differenti superfici. Nel 1998 conosce il fonditore romano Caporrella nella cui fonderia realizzerà, successivamente, numerose sculture in bronzo i cui soggetti varieranno dalle serie naturalistiche di piccole lumache a monumentali Blau-Miau. In seguito a sempre più numerosi e importanti lavori in bronzo in Italia, Grudda decide di trasferirsi in Liguria, nel borgo di Lingueglietta, dove tuttora vive, animando il Parco di sculture "Tra i Mondi", da lei ideato e gestito e sede del suo atelier.  In Toscana e poi a Roma, perfeziona tutte le tecniche relative alla lavorazione del bronzo. Conosce e collabora con grandi artisti come Daniel Spoerri, Luciano Castello, Nunzio, Arman e Tommaso Cascella. L'artista lascia la sua "impronta" da Roma a Kassel, dalla vicina San Lorenzo al mare a Prato, dove ha concluso recentemente una personale al Centro Pecci.

Il percorso artistico di Carin Grudda, segnato da decine di partecipazioni e mostre personali in tutta Europa, ottiene un prestigioso riconoscimento e apprezzamento internazionale con la selezione per la LIV Biennale di Venezia nel 2011.

Inaugurazione
Giovedì 13 luglio - Ore 18.30
 
Durata
Da Giovedì 13 luglio a Domenica 27 agosto
 
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